ARTE_URBANA2Il Manifesto pubblicitario 
Nella storia del manifesto la pubblicità commerciale fa la parte del leone. Non c’è azienda, piccola o grande, privata o statale, che non si sia affidata almeno una volta alla mano e alla fantasia di un disegnatore,un cartellonista, un graphic designer per il lancio dei nuovi prodotti o per il rilancio dei classici. Alcuni artisti, come Leonetto Capiello all’inizio del secolo, Raymond Savignac negli anni quaranta o Bernard Villemot nel corso dei Sessanta, hanno inventato veri e propri personaggi pubblicitari che sono stati identificati con il prodotto fino al punto di sostituirlo. Alcuni esempi? La donna che tiene tra le mani la coppa di vino “Contratto”(1922) , la mucca del Monsavon (1948) oppure la “Femme blonde” di Villemot (1970).

Nell’esposizione “ARTE URBANA”, i manifesti sono proposti non soltanto come strumenti di comunicazione , bensì come vere e proprie opere d’arte, espressione delle principali tendenze grafiche avvicendatesi in campo internazionale. Poiché il manifesto mette in scena il proprio tempo, la mostra permette di leggere in filigrana anche l’evoluzione della società attraverso i cambiamenti relativi allo stile di vita, alla moda, ai sogni collettivi.

Oltre ai manifesti, sarà possibile ammirare alcuni esempi di linguaggio utilizzato al fine di promuovere i più svariati prodotti : insegne luminose, distributori di gomma da masticare, oggetti vintage e articoli di modernariato ne diventano la testimonianza.

31 marzo 2015 / 4 maggio 2015